La Casa delle Donne di Modena – formata da Casa delle donne contro la violenza, Centro documentazione donna, Differenza Maternità, Donne nel Mondo, Gruppo Donne e Giustizia, Unione Donne in Italia-UDI Modena – propone “Novembre alla Casa delle Donne”, un mese di iniziative con il patrocinio del Comune di Modena, per conoscere e approfondire la violenza maschile contro le donne, le sue radici storico-culturali, le forme di manifestazione e per ribadire l’importanza della prevenzione attraverso la promozione dell’educazione al rispetto e alla parità (programma completo su www.lacasadelledonnemodena.it).
Oltre a questo, la Casa delle Donne promuove in rete con altre realtà una serie di appuntamenti come “Camminare in rosa” (23 novembre ore 8.45 al Parco della Resistenza) promossa da Poliambulatorio Chirurgico Modenese e Lifenet Healthcare in collaborazione con CSI e Gazzetta di Modena; 24 novembre ore 8.30 presso il Centro commerciale I Portali per le scuole (su prenotazione) e alle ore 10 per la cittadinanza presentazione del libro “Per non dargliela vinta” di Giovanna Ferrari, madre di Giulia assassinata dal marito. Presso Sala Renata Bergonzoni alla Casa delle Donne (Strada Vaciglio nord 6) altri due appuntamenti: il 25 novembre dalle 9 alle 13 si terrà un open day rivolto alle scuole per riflettere sull’importanza della ricorrenza di questa Giornata, sensibilizzare e prevenire (con il sostegno di Coop Alleanza 3.0); 29 novembre ore 15.30 si terrà “Conversando di teatro”: in occasione dello spettacolo “Con la carabina” di Pauline Peyrade, la compagnia si confronterà con il pubblico e con Caterina Liotti, presidente della Casa delle Donne ed Elena Bellei, autrice, in collaborazione con ERT/Teatro Nazionale.
Casa delle Donne contro la violenza
Al 31/10/2025 le donne accolte sono 502 (al 31/10/2024 erano 472, con un aumento del 6.36 %), italiane 295 pari al 63.38 % (nel 2024 erano 59%), straniere 172 pari al 36.21 % (nel 2024 erano il 40%); di queste, donne con figli: 332 pari al 70.57 % (nel 2024 erano 334 pari al 71%); figli che subiscono violenza/violenza assistita: 392 pari al 59.34%. L’aumento complessivo delle donne accolte può essere interpretato come il risultato di una crescente consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere, sia da parte della cittadinanza che dei servizi territoriali. L’auspicio è che questo dato sia anche l’esito positivo delle azioni di sensibilizzazione e prevenzione promosse dal Centro, come i laboratori nelle scuole e gli eventi pubblici, tra cui la seconda edizione del Festival “Scomode”. Nel corso dell’ultimo anno è stata rafforzata la presenza sul territorio: è stato aperto, in collaborazione con Unimore e con i Comuni di Modena e Reggio Emilia, uno sportello all’interno dell’Università; ampliata l’apertura dello sportello di Castelfranco e inaugurato un nuovo sportello a Bomporto presso l’Unione del Sorbara. I dati sulla nazionalità delle donne accolte rilevano un aumento delle donne accolte di nazionalità italiana rispetto all’anno precedente. Questo dato aiuta nel sostenere quanto la violenza contro le donne non riguardi solo o in prevalenza donne straniere, ma sia un fenomeno fortemente diffuso anche tra le donne italiane. Si osserva invece una lieve diminuzione nella percentuale di figli che subiscono o assistono a episodi di violenza, passata dal 61% al 59,34%. È importante considerare, come negli anni precedenti, che tra i figli non coinvolti vi sono spesso figli maggiorenni che non convivono più con la madre e non sono quindi a conoscenza delle situazioni di violenza. Altri dati significativi: ospiti casa rifugio: 2 donne e 1 minore (nel 2024 5 donne e 3 bambini/e); ospiti casa rifugio II livello: 4 donne e 6 minori (nel 2024 4 donne e 1 bambini/e); ospitate in emergenza: 35 donne (27 donne 2024) Autori: partner: 283 casi (57,3%); ex partner: 130 casi (26,4%) (in aumento rispetto al 2024 con il 21 %); altri familiari/parenti: 81 casi (16,4%) (in aumento rispetto al 2024 con il 7 %). Rimane predominante la violenza da parte di partner ed ex partner, ma si conferma la tendenza a un aumento dei casi in cui l’autore è un altro familiare o parente, in particolare all’interno delle famiglie d’origine.
Gli autori con forme di dipendenza e/o disagio psichiatrico rappresentano il 33,9%, una percentuale
pressoché stabile rispetto al 34% del 2024, pur trattandosi di un dato da interpretare con cautela per la presenza di informazioni mancanti. Grazie ai fondi regionali destinati a sostenere l’autonomia abitativa di donne vittime di violenza e in percorso con il Centro Antiviolenza, è stato possibile, ad oggi, sostenere 16 donne per il pagamento di affitti, abbonamento ai mezzi pubblici, depositi cauzionali e tanto altro.
Centro documentazione donna
Nel corso del 2024, il Centro documentazione donna ha realizzato 106 iniziative culturali pubbliche a livello locale, provinciale, regionale, nazionale e una a livello europeo. Iniziative di promozione della ricerca storica e dei patrimoni archivistici conservati e di sensibilizzazione sul tema dell’uguaglianza di genere caratterizzate per la molteplicità di tipologie tra convegni e seminari, dibattiti e tavole rotonde, spettacoli, mostre, letture animate e camminate. Si rafforza sempre più l’impegno nei progetti e percorsi didattici e laboratoriali di promozione di una cultura della parità, del rispetto e della non discriminazione, di educazione alle differenze e di prevenzione alla violenza maschile contro le donne rivolti alle scuole di ogni ordine e grado con un numero sempre crescente di ragazzi e ragazze coinvolti. Nel 2024 sono state coinvolte 65 classi di 35 scuole di ogni ordine e grado di Modena e provincia, per un totale di 1.500 alunni e 230 incontri realizzati. I prodotti realizzati da studenti e studentesse durante i laboratori hanno dato vita a mostre e presentazioni pubbliche rivolte alle famiglie. Nel corso del 2024 è stato realizzato il percorso formativo rivolto ai docenti “Da dove viene la violenza di genere? Stereotipi, pregiudizi, campanelli d’allarme e possibili strategie d’intervento” in collaborazione con il Centro antiviolenza distrettuale Tina. Oltre ai percorsi didattici, sono stati realizzati 11 incontri (assemblee di istituto, presentazioni di libri, proiezioni di documentari e incontri tematici e letture animate) per un totale di più di 2.000 tra studenti, studentesse, bambine/i e genitori coinvolti. Importanti sui temi della prevenzione della violenza sulle donne le attività realizzate con il mondo dello sport e della comunicazione; con l’Università di Modena e Reggio Emilia sono stati realizzati incontri, seminari e convegni rivolti sia agli studenti e studentesse nell’ambito della terza missione, soprattutto in occasione delle date del calendario civile (8 marzo e 25 novembre), sulle tematiche attuali legate alla violenza di genere.
Differenza Maternità
L’associazione Differenza Maternità Modena, fortemente sensibile al tema della violenza sulle donne, crede nell’importanza della prevenzione, partecipa e sostiene i progetti che la contrastano in particolare quelli che vedono la partecipazione e il coordinamento di più attori: enti pubblici, privati, terzo settore. Occupandosi in particolare dei temi legati alla salute e al benessere delle donne in tutte le fasi della loro vita, l’Associazione offre alle donne del territorio cicli di incontri o eventi singoli quali i Corsi di ginnastica perineale, Yoga, incontri sul prendersi cura di sé, incontri per la prevenzione dei tumori femminili svolti anche in aziende private, incontri sui temi della contraccezione. Nel 2024 hanno partecipato 153 donne. Attraverso queste attività l’Associazione offre spazi fisici e temporali in cui l’accoglienza, la disponibilità all’ascolto, il rispetto e il clima di fiducia creano le condizioni che facilitano lo svelarsi di situazioni di disagio e difficoltà delle singole donne che vengono gestiti con colloqui individuali tenuti dalle volontarie formate e/o con invii mirati alle risorse presenti sul territorio.
Nei progetti a sostegno della maternità e della genitorialità, da anni, si cerca di coinvolgere entrambi i genitori. In particolare con i corsi di accompagnamento alla nascita e di massaggio infantile 0/6 mesi rivolti a coppie genitoriali, si è voluto promuovere il coinvolgimento sempre maggiore dei padri, perché una maggiore consapevolezza e partecipazione, non solo durante la gravidanza, ma anche in tutte le fasi di crescita dei figli contribuisce a rafforzare la relazione e il benessere della coppia, a ridurre la conflittualità e a promuovere la piena condivisione del lavoro di cura.
Il coinvolgimento attivo e costante dei padri nel periodo perinatale e nell’accudimento delle figlie e dei figli fin dalla nascita si è dimostrato efficace nel ridurre la probabilità di violenza domestica come riportato da diversi studi pubblicati da autorevoli riviste scientifiche (Doyle et al, 2018; Scambor et al, 2014; Fleming et al, 2015; Chan et al, 2017). Nel 2024 hanno partecipato ai nostri Corsi di accompagnamento alla nascita e ai Corsi di massaggio infantile 0//6 mesi 158 genitori con le loro bambine e i loro bambini, di cui 35 padri.
Donne nel Mondo
L’associazione Donne nel Mondo di Modena, nelle sue attività di promozione del dialogo interculturale, l’integrazione e il protagonismo delle donne migranti per una società in cui le differenze etniche, culturali e religiose siano non solo accettate ma valorizzate ha proseguito anche nel 2024 su questa linea. Nelle attività di consulenza su appuntamento, mediazione culturale, ascolto e percorsi di condivisione, corsi di lingua straniera, l’associazione facilita l’accesso a servizi e informa sulle opportunità del territorio per favorire la partecipazione attiva delle donne straniere. L’associazione ha dedicato particolare lavoro alla informazione normativa in tema di immigrazione, partecipando a tavoli di discussione e confronto e organizzando insieme alle altre associazioni convegni informati, soprattutto in occasione del Referendum sulla cittadinanza In occasione del suo 30° anniversario, ha organizzato un seminario intitolato “Donne e Fede: voci e visioni nelle Diverse Religioni” (11 ottobre 2025), con figure religiose diversificate e un confronto su spiritualità e identità, sostenuto dalla Fondazione di Modena e con il patrocinio del Comune. L’associazione ha partecipato attivamente al Tavolo contro le discriminazioni, fornendo un contributo concreto e pratico sui temi delle doppie discriminazioni che subiscono le donne migranti. L’associazione ha promosso l’idea di adeguare i luoghi pubblici alle esigenze dei bambini, prima di tutto l’Ufficio immigrazione della Questura.
Gruppo Donne e Giustizia
L’associazione Gruppo Donne e Giustizia ha continuato a sostenere e a tutelare donne italiane e migranti in difficoltà personale e familiare attraverso consulenze legali, fiscali e psicologiche nel territorio di Modena, Castelfranco Emilia, Nonantola, Carpi e a Pavullo. Nel corso del 2025 le donne che hanno usufruito del servizio di consulenza legale presso l’associazione sono state oltre 250 tra italiane e straniere e oltre 35 consulenze psicologiche. Per quanto riguarda la tipologia dei servizi offerti dall’associazione, la consulenza legale rimane il servizio più richiesto, seguito dalla consulenza psicologica. Nel corso dell’anno, è stato attivato un gruppo di auto mutuo aiuto rivolto alle donne con dipendenza affettiva, in collaborazione con la Fondazione Futuro di Modena. Inoltre è continuata l’attività di formazione/ sensibilizzazione sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro e la realizzazione di alcune iniziative grazie alla collaborazione con diversi enti (Fondazione Ant, Coopattiva, il Tortellante, Uisp Modena, Limoclub) nell’ ambito dell’educazione finanziaria, violenza di genere, dipendenza Affettiva e sulla prevenzione oncologica e della diagnosi precoce, offrendo informazioni e strumenti concreti per la tutela delle donne.
Unione donne in Italia
L’anno appena trascorso ha visto l’UDI – Unione donne in Italia di Modena ancora attivamente impegnata nella costituzione di parte civile nel processo per il femmincidio di Alice Neri, conclusosi in primo grado nel mese di luglio con una condanna piena nei confronti di Mohamed Bedoui Gaaloul. Per oltre un anno, una nutrita delegazione UDI, la sua presidente Serena Ballista e l’avvocata che le rappresentava, avv. Sonia Lama, sono state presenti settimanalmente in aula, nella convinzione che occorresse sottolineare che ogni femminicidio contribuisce a consolidare, foraggiare e normalizzare la cultura patriarcale da cui origina la violenza contro le donne e dalla quale dovremmo poterci affrancare come collettività. Contemporaneamente, UDI ha continuato a lavorare sulla sensibilizzazione al tema della violenza patriarcale e alla necessità di decostruire l’immaginario sessista attraverso presentazioni di libri, partecipazioni televisive locali e nazionali, come ad esempio quella al programma di Rai 3 “Quante storie” (19 dicembre 2024), su femminismo e nuovi femminismi, in occasione della presentazione del libro di B.Tobagi e Paola Agosti “Covando un mondo nuovo”; incontri nelle scuole e realizzazione di interventi didattici, come ad esempio il laboratorio sulla storia politica di 80 anni dell’associazione, dal titolo “Mai state zitte: dal fumetto al laboratorio”; momenti di approfondimento, come in occasione dell’incontro aperto alla cittadinanza dal titolo “Violenza a processo. Un racconto a più voci delle esperienze dell’UDI di Modena nei tribunali”. Infine, UDI Modena ha continuato a presidiare attivamente sul territorio modenese la questione della presenza di manifestanti anti Legge 194 davanti al Policlinico e della violenza psicologica agita da questi ultimi verso le donne che ricorrono alla ivg, plaudendo finalmente alla Risoluzione dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, approvata il 16 settembre 2025, con cui si chiede espressamente di spostare questo genere di manifestazioni lontane da luoghi sensibili come gli ospedali.







