Home Eventi Mercoledì 10 giugno a Modena Ombretta Alessandrini di Animal Equality presenta “La...

Mercoledì 10 giugno a Modena Ombretta Alessandrini di Animal Equality presenta “La fabbrica della carne”

Bomboniere Lighting ideas

C’è un odore che non se ne va. «Acciaio, sangue, disinfettante, ammoniaca, urina, vomito, paura. Un odore che non appartiene a un corpo, ma a migliaia. Ti resta addosso per giorni, anche dopo la doccia, anche dopo il sonno». È l’odore con cui si apre “La fabbrica della carne. Il lato oscuro di allevamenti e macelli” (Casa editrice iL Millimetro, collana Inchieste), scritto dal team di Animal Equality con prefazione di Peter Singer. E mercoledì 10 giugno alle ore 18.00 alla libreria Ubik di via dei Tintori 22 a Modena, Ombretta Alessandrini – responsabile delle Campagne di Animal Equality Italia e una delle autrici del libro – lo porterà in sala, insieme alle immagini e alle storie che l’industria alimentare ha costruito un sistema intero per tenere lontane dagli occhi dei consumatori.

È il primo dei tre appuntamenti del ciclo “Giornalismo d’inchiesta – Si può fare!?”, promosso da Nevent Comunicazione in collaborazione con la libreria Ubik e la casa editrice iL Millimetro.

Il libro. “La fabbrica della carne” è il resoconto di anni di investigazioni sotto copertura all’interno di allevamenti intensivi e macelli in Italia e in Europa. Gli investigatori di Animal Equality entrano camuffati da operai, con telecamere nascoste, e documentano ciò che trovano: tacchini ancora coscienti agganciati ai nastri trasportatori dopo un passaggio inefficace nella camera a gas, galline in gabbie dove non c’è spazio per muoversi, vitelli separati dalle madri ore dopo la nascita. Non è propaganda: sono immagini, date, luoghi.

La tesi del libro non è solo denuncia: è strutturale. «La fabbrica della carne è una delle più grandi operazioni di occultamento mai concepite», scrivono gli autori. La sofferenza animale non è invisibile perché è lontana, ma perché è nascosta per costruzione, dietro pareti insonorizzate, confezioni patinate, linguaggio neutro. “Carne”, “uova”, “latte”: parole che rimuovono il processo da cui derivano. «Ogni pezzo di carne è il risultato di una vita spezzata. Ogni litro di latte è stato sottratto a un vitello».

«Ero finalmente libera di poter passare qualche momento in compagnia, fuori casa, e potevo tornare a fare quello che so fare meglio, cioè l’investigatrice – scrive Alessandrini nel suo diario -. A pensarci a distanza di tempo mi sembra un pensiero paradossale, perché di lì a poco sarei entrata in un luogo che con la libertà non ha nulla a che fare. Ho condotto e partecipato a tante campagne per mettere fine alla detenzione in gabbie e non ho mai dubitato, nemmeno per un momento, del perché o, meglio, per chi lo facciamo».

La prefazione di Singer. Peter Singer, filosofo emerito di Bioetica all’Università di Princeton e autore di “Animal Liberation”, apre il volume con una frase netta: «Questo è anche uno di quei libri che vi potrebbero cambiare la vita». E pone una domanda scomoda al lettore: perché la sofferenza di un cane ci colpisce, mentre quella di un maiale ci lascia indifferenti? La risposta, argomenta, non è naturale. È culturale. Ed è, come il razzismo e il sessismo, il risultato di un pregiudizio – che Singer chiama specismo – che può e deve essere messo in discussione.

L’appuntamento del 10 giugno è a ingresso libero. Gli altri due incontri del ciclo – sempre a ingresso libero – si terranno il 17 giugno con “Malvinas” di Paolo Argentini e Giancarlo Feliziani e il 24 giugno con “Pratown” di Jonathan Targetti.