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L’Aceto balsamico celebra tradizione e passione

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618 campioni in gara e storie d’amore tra le acetaie. A Paolo Ferrari titolare del Salumificio Ferrari Erio il primo premio. Il concorso letterario “Amori Balsamici” porta a Modena autori da tutta Italia: 32 racconti pubblicati, con vincitori da Basilicata e Lombardia.

Una tradizione profondamente radicata che ancora appassiona e dimostra che non tutto può essere fast e che, per ottenere il meglio, la velocità deve essere sostituita da ritmi slow. La conferma è arrivata dal numero, ben 618, di campioni di Aceto Balsamico della tradizione familiare valutati nella 21ª edizione del Palio della Ghirlandina, organizzato dall’Associazione Esperti Degustatori (AED). In parallelo, il concorso letterario “Amori Balsamici” ha raccolto oltre 60 racconti romantici da tutta Italia, 32 dei quali sono stati pubblicati nel volume “Amori Balsamici” edito da Damster. Due eventi che celebrano l’aceto balsamico come patrimonio vivo, capace di unire generazioni e di creare interesse ben oltre i confini modenesi.

Gli assaggi tecnici del Palio si sono svolti nel corso di 30 serate presso la sede storica dell’Istituto Corni, dai primi di gennaio alla metà di aprile. Sul podio della classifica assoluta è salito Paolo Ferrari, presidente del Consorzio Zampone e Cotechino Modena e titolare del Salumificio Ferrari Erio, con 317,67 punti, seguito da Agostino Cassanelli (316 punti) e Alberto Bazzi (315,33 punti). Due momenti hanno particolarmente emozionato il pubblico: a ritirare il premio per Alberto Bazzi è salito sul palco il nipote, un bambino di quattro anni, perfetta incarnazione del passaggio generazionale che caratterizza le acetaie familiari; inoltre il quarto posto di Vittoria Tinti, signora ottantunenne, ha testimoniato la dedizione di una vita a questo prodotto.

Ma il vero trionfo è stato quello di Paolo Ferrari che, oltre al primo posto assoluto, ha conquistato anche il premio speciale “Il Re della Tavola”, decretato da una giuria di consumatori durante un pranzo curato dalla Scuola Alberghiera di Serramazzoni. In ventun anni di Palio è solo la terza volta che accade questa rara coincidenza. Ferrari ha anche curato, nell’ambito della manifestazione, un laboratorio gastronomico sulla preparazione artigianale di zamponi e cotechini.

«Quando lavoriamo nelle acetaie private, ci troviamo di fronte a qualcosa che va molto oltre il prodotto – spiega Mario Gambigliani Zoccoli, Presidente dell’AED -. Ogni batteria racconta una storia familiare, spesso iniziata alla nascita di un figlio o di un nipote. Per questo l’aceto balsamico della tradizione familiare non è un bene fungibile: se ti rubano l’auto puoi ricomprarla, ma una serie di barili avviata dal nonno, cresciuta nel tempo, custodita per decenni, quella è unica e irripetibile. È un patrimonio affettivo prima ancora che gastronomico».

Oltre alla classifica assoluta, il Palio ha premiato i migliori aceti delle diverse “terre” della provincia, intitolate alle antiche casate storiche come i Rangoni, gli Estensi, i Montecuccoli e la terra dell’Abate di Nonantola. L’evento ha ospitato anche degustazioni di grappa, miele, salumi e formaggi, presentati dagli esperti del Gruppo Italiano Assaggiatori.

Amori Balsamici

Il concorso letterario “Amori Balsamici – un equilibrio tra dolce e acido” è frutto della collaborazione editoriale tra AED, Edizioni Damster ed Edizioni del Loggione, dopo “Racconti balsamici”, “Fiabe balsamiche” e “Intrighi e gialli balsamici”. I primi classificati assoluti ex aequo sono Ilenia Marchetto dalla Basilicata e Laura Mazzucato da Sondrio, mentre il premio speciale “Miglior racconto balsamico” è andato a Paolo Perlini.

«Gli autori che sono arrivati da lontano hanno vissuto un’esperienza rivelatrice – racconta Massimo Casarini, editore di Damster –. Molti di loro conoscevano l’aceto balsamico solo come condimento da supermercato. Quando hanno partecipato alle degustazioni e hanno scoperto il mondo delle acetaie, la passione delle famiglie modenesi, il valore culturale di questo prodotto, sono rimasti profondamente colpiti. Alcuni mi hanno confessato che non immaginavano esistesse una tale devozione per un alimento».

«L’aceto balsamico richiede una pazienza che oggi sembra quasi anacronistica – conclude Gambigliani Zoccoli. Se avvii un’acetaia nel 2026, la prima bottiglia certificata sarà pronta solo nel 2038, e l’Extravecchio nel 2051. In un’epoca dominata dall’immediato, questa dedizione al tempo lungo ha ancora molto da insegnare».