La possibile assenza della radioterapia oncologica nel futuro ospedale di Carpi accende il dibattito politico cittadino e regionale. Fratelli d’Italia parla di una scelta “estremamente preoccupante”, giudicata incomprensibile e inaccettabile per un presidio che dovrebbe essere hub sanitario dell’Area Nord.
Come riportato dalla Gazzetta di Modena, secondo quanto emerge dall’avviso esplorativo dell’Ausl, la nuova struttura non prevederebbe la radioterapia, servizio considerato essenziale nei percorsi oncologici. La consigliera regionale Annalisa Arletti (FdI) ha depositato un’interrogazione, sottolineando come l’assenza del servizio costringerebbe i pazienti a spostamenti continui, definendo la situazione “uno schiaffo ai cittadini”.
Sulla stessa linea anche Federica Carletti, presidente FdI di Carpi, che evidenzia come “il territorio non possa essere penalizzato da scelte lontane dai bisogni reali delle persone”. A muoversi sono anche i gruppi di maggioranza (Pd, Avs e Carpi a Colori), che hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sul perché radioterapia, laboratorio analisi e Ufa non risultino inseriti nel documento pubblico di progettualità del nuovo ospedale, nonostante siano servizi oggi presenti e consolidati.
Attualmente la Radioterapia del Ramazzini è pienamente operativa, con circa 30 trattamenti al giorno per 251 giorni l’anno, oltre a prime visite e follow-up. L’utenza proviene da tutta l’Area Nord, ma anche da Mantova, Reggio Emilia e Modena, contribuendo ad alleggerire le liste d’attesa.
La richiesta, bipartisan, è chiara: fare chiarezza e garantire che il nuovo ospedale non rappresenti un passo indietro per la sanità del territorio, ma un vero potenziamento dei servizi oncologici.







