A distanza di mesi, con una situazione che non si è mai chiarita e che va via via peggiorando, la Maggioranza in Regione torna a sollecitare la Giunta sullo stabilimento FIR di Campogalliano. Con un’interrogazione a prima firma della Consigliera PD Maria Costi e sottoscritta dai colleghi Ludovica Carla Ferrari, Luca Sabattini, Gian Carlo Muzzarelli, Paolo Trande e Vincenzo Paldino i Consiglieri chiedono un’attivazione in merito alla fase di progressiva difficoltà produttiva e occupazionale dello stabilimento.
“Era aprile, quando aprivamo questo tema, e oggi, a dicembre, la situazione è ancora – se non più – critica” – dichiara la prima firmataria – “per questo chiediamo alla Giunta quali ulteriori iniziative intenda assumere, nell’ambito delle proprie competenze, per accompagnare la fase di CIGS, tutelare le lavoratrici e i lavoratori, e sostenere percorsi di politiche attive e riqualificazione professionale, nonché” – aggiunge – “se la Regione ritenga ancora praticabile e con quali strumenti, un’azione istituzionale volta a verificare concrete prospettive di riconversione industriale o di reindustrializzazione del sito, anche attraverso il coinvolgimento del gruppo proprietario o di eventuali nuovi soggetti industriali”.
Nel corso del 2025 la stessa Giunta regionale, su precedente sollecitazione della Consigliera Costi, aveva già dato conto dell’attivazione di un confronto con azienda, organizzazioni sindacali e amministrazione comunale, nonché della sottoscrizione di un contratto di solidarietà finalizzato a evitare licenziamenti e a preservare il sito produttivo. “Lo scorso 19 dicembre, però, l’azienda ha confermato la decisione di cessare l’attività produttiva. È dunque più che mai necessario attivarsi per dare risposte alle 43 lavoratrici e lavoratori coinvolti, in larga parte con elevata anzianità anagrafica e professionale, già duramente colpiti da anni di ammortizzatori sociali e ora esposti al rischio concreto di perdita definitiva del posto di lavoro. Ma anche” – conclude – “per evitare la dispersione di competenze e l’impoverimento produttivo del nostro territorio”.







