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Giornalismo d’inchiesta – Si può fare!? Nasce a Modena un ciclo di presentazioni dedicate al reportage e all’inchiesta

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Si chiama “Giornalismo d’inchiesta – Si può fare!?” e già nel titolo ci sono una provocazione e una scommessa. È il ciclo di presentazioni letterarie che prenderà il via a Modena il prossimo 10 giugno, frutto di una collaborazione triangolare tra la libreria Ubik, la Casa editrice il Millimetro e  Nevent Comunicazione: tre soggetti che hanno scelto di unire competenze diverse – distribuzione culturale, editoria indipendente, comunicazione – per portare in città libri che invitano a riflettere, cercando di dare risposte anche alle domande più scomode. Tre titoli, tre mercoledì, tre storie che hanno in comune la volontà di non accontentarsi di una narrazione frettolosa e superficiale. Perché c’è un filo che lega una stalla industriale nel cuore dell’Emilia, le trincee delle Malvinas e i capannoni della Prato cinese, ed è il filo del giornalismo che non si ferma a un titolo sensazionalistico.

Tre appuntamenti, tutti il mercoledì pomeriggio alle ore 18.00 presso la libreria Ubik di via dei Tintori 22, dedicati a tre titoli della collana di giornalismo d’inchiesta de il Millimetro: volumi che non si limitano a raccontare, ma scavano e documentano, aiutando il lettore ad ampliare le proprie conoscenze e a costruirsi un punto di vista personale. 

Il programma

Il primo appuntamento è per mercoledì 10 giugno con “La fabbrica della carne” di Animal Equality, un’inchiesta sul lato oscuro di allevamenti e macelli, con prefazione del filosofo Peter Singer.

Mercoledì 17 giugno sarà la volta di “Malvinas” di Paolo Argentini e Giancarlo Feliziani: una guerra del secolo scorso, un giornalista e un diario ritrovato. Il conflitto delle Falkland/Malvinas riletto attraverso documenti inediti e la memoria viva di chi c’era. Si chiude mercoledì 24 giugno con “Pratown” di Jonathan Targetti, un viaggio nella Prato che i modenesi conoscono di nome ma raramente in profondità: la capitale cinese d’Italia, tra economia sommersa, integrazione mancata e trasformazioni silenziose.

I tre libri proposti rappresentano un invito a fermarsi, a leggere lentamente, a ragionare, a chiedersi cosa c’è davvero dietro una filiera alimentare, dietro una guerra dimenticata, dietro una città che cambia faccia. In un’epoca in cui siamo sovraccarichi di informazione e spesso sottoalimentati di conoscenza, il giornalismo d’inchiesta è uno degli antidoti ancora disponibili.