Giovedì 6 novembre, alla filiale di Campogalliano della “Ambrogio Trasporti Spa”, tre impiegate sono state licenziate “con effetto immediato” dall’amministratore delegato Pieralberto Vecchi, alla presenza del direttore commerciale, convocato come testimone. Tra le lavoratrici coinvolte c’era anche una donna in stato di gravidanza.
L’amministratore delegato ha letto la lettera di licenziamento per “cessazione dell’unità operativa”, lasciando le dipendenti esterrefatte.
L’intervento è avvenuto senza alcun preavviso o confronto sindacale, senza la possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali, senza proposte di trasferimento o mansioni alternative, e senza alcuna segnalazione di crisi aziendale, considerando che la filiale di Campogalliano risultava avere conti in ordine e buona attività.
Un clima molto diverso da quello dell’inaugurazione dell’ufficio, avvenuta solo due anni fa, celebrata all’epoca con spirito di squadra e collaborazione.
La Ambrogio Trasporti Spa, azienda torinese attiva nel settore dei trasporti intermodali (treni, navi, camion), conta circa 115 dipendenti (2025) e un fatturato di circa 95 milioni di euro (2023). Fa parte del Gruppo Ambrogio, che include altre quattro società logistiche. La filiale di Campogalliano era operativa da ottobre 2023.
Un fatto che appare in contrasto con il Codice Etico dell’azienda, dove si dichiarano “elevati standard etici e umani”, il rispetto del personale come “patrimonio prezioso” e l’impegno ad “ascoltare le voci e le preoccupazioni dei lavoratori”.
Sulla vicenda è intervenuto Marco Bottura, del sindacato Filt/Cgil di Modena, che ha dichiarato:
“La modalità di licenziamento utilizzata è un segno di inciviltà, in totale contraddizione con i principi etici che l’azienda proclama. Inoltre, nessun responsabile ha risposto alle richieste del sindacato, nonostante le telefonate e le PEC. Tuteleremo le lavoratrici valutando i profili di illegittimità di tali comportamenti.”








