A sette mesi dallo stop della Corte dei Conti all’integrazione con Hera, il Comitato Aimag per il Territorio rompe il silenzio, dalle pagine della Gazzetta di Modena di ieri, e chiede estrema chiarezza sul futuro della multiutility. Secondo il Comitato, la mancanza di un dibattito pubblico trasparente sta celando una fase di pericoloso immobilismo.
Il Comitato segnala ritardi preoccupanti su tre fronti: l’approvazione del bilancio 2025, il rinnovo del Patto di Sindacato e la nomina del nuovo CdA. Senza un Patto di Sindacato solido, avverte la magistratura contabile, il controllo pubblico congiunto è a rischio, mettendo in pericolo gli affidamenti diretti di servizi essenziali come acqua, rifiuti e gas.
Una delle denunce più forti riguarda l’assetto del consiglio di amministrazione. Il Comitato ritiene «inopportuna» la presenza di esponenti legati al socio privato, ipotizzando potenziali conflitti di interesse che potrebbero influenzare le strategie aziendali a favore di soggetti esterni anziché del territorio.
Quale futuro industriale?
Viene contestata la visione “utilitaristica” che riduce i servizi pubblici a fonti di profitto (“cash cow”) per massimizzare i dividendi. Il Comitato smentisce il pessimismo sulle capacità autonome di Aimag e propone un’alternativa:
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Abbandonare l’idea di cedere il controllo.
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Puntare su partnership industriali mirate su singoli settori.
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Mantenere la maggioranza pubblica per garantire lo sviluppo locale.
Il documento si conclude con un appello alle amministrazioni comunali affinché riportino la discussione nelle piazze e nei consigli. «Aimag non appartiene ai politici, ma alla comunità che l’ha costruita», conclude il Comitato, chiedendo che ogni decisione strategica sia presa all’insegna della massima trasparenza.







