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Gnocco d’Oro, cinque nuovi ambasciatori: la cerimonia a Modena sabato 17 ottobre nell’ambito dell’evento enogastronomico “La Bonissima”

Sono cinque i nuovi Ambasciatori 2026 della Confraternita del Gnocco d’Oro: il critico gastronomico Gabriele Pasca, collaboratore del Guardian; la giornalista del Corriere di Bologna – Corriere della Sera Francesca Blesio; il wine manager Alessandro Rossi; lo chef Enrico Bergonzi, presidente del Consorzio Parma Quality Restaurants e dell’Associazione Cuochi Parma. Il riconoscimento va inoltre alla memoria di Marco Olivi Mocenigo, titolare della Bottega San Francesco e artefice della rinascita della Salumeria Fini, scomparso lo scorso agosto. A ritirarlo saranno i genitori.

La cerimonia, giunta alla 15ª edizione, si terrà sabato 17 ottobre alle 11.30 in piazza Grande a Modena, nell’ambito della 16ª edizione della Bonissima, il festival del gusto e dei prodotti tipici modenesi intitolato alla celebre benefattrice della città. Le pergamene saranno consegnate dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti, da Stefano Reggiani, Cavaliere della Confraternita, dall’editore di Artestampa Carlo Bonacini e dal Gran Maestro della Confraternita Luca Bonacini.

Con i nuovi nomi gli Ambasciatori del Gnocco d’Oro salgono a 62. In quindici anni sono arrivati a Modena da tutta Italia: 28 tra giornalisti, direttori di testata e critici gastronomici; 25 tra chef e patron della ristorazione; 5 docenti universitari; 3 artigiani del gusto; 1 sommelier campione del mondo.

Il riconoscimento premia chi ha raccontato con passione e competenza Modena, l’Emilia e le loro tradizioni culinarie, contribuendo a far conoscere nel mondo la terra di Giuseppe Verdi, Luciano Pavarotti ed Enzo Ferrari. I nuovi Ambasciatori sono stati designati dal Gran Giurì della Confraternita nel corso di tre riunioni.

Tra i premiati delle edizioni precedenti: Andrea Grignaffini, già direttore della Guida Ristoranti dell’Espresso e da anni membro del Comitato scientifico della Confraternita; Luigi Cremona (Guida Touring); Licia Granello (Repubblica); Davide Paolini (Il Sole 24 Ore); Pier Bergonzi (vicedirettore della Gazzetta dello Sport); Leo Turrini (inviato di QN-il Resto del Carlino); Massimo Bottura (Osteria Francescana); Gino Fabbri (pastry chef campione del mondo); Antonio Paolini (già coordinatore delle Guide del Gambero Rosso); Anna Scafuri (caposervizio Rai); Edoardo Raspelli (conduttore e gastronomo); Giorgio Pinchiorri (Enoteca Pinchiorri, Firenze); Pierluigi Gorgoni (docente Alma).

La Confraternita del Gnocco d’Oro è nata nel 2011 da un’idea di dieci gourmet modenesi. Tra i fondatori figurano personalità della cultura e dell’arte, italiane e non solo, come Edmondo Berselli, Giuseppe Pederiali, Paul Vangelisti, Giuliano Della Casa, Roberto Armenia e John Hemingway. L’associazione no profit è nata per mappare i luoghi del (e non dello) gnocco fritto a Modena e provincia. In seguito ha allargato lo sguardo alle altre eccellenze del territorio, dalla crescentina al borlengo, dal mirtillo alla castagna, dall’amarena brusca di Modena alla ciliegia di Vignola fino al tortellino. Ricerche storiche e interviste sono confluite in una collana editoriale realizzata con Artestampa Edizioni.

PROFILI DEGLI AMBASCIATORI 2026

FRANCESCA BLESIO

Ha raccontato l’Emilia e Modena con senso critico e coinvolgimento emotivo. Ha incontrato alcuni dei modenesi più famosi nel mondo, da Massimo Bottura a Vasco Rossi fino a Luciano Pavarotti, e ha seguito con rara intensità i momenti cruciali della storia recente. Ha saputo descrivere anche la quotidianità e il sociale, come nella storia di Giliana Galeotti, referente del Progetto Famiglie Chernobyl, o in quella di una chef modenese che, dopo aver perso l’olfatto per il Covid, ha riconvertito il suo locale in pizzeria: storie di inclusione, rinascita e opportunità inattese.

Giornalista professionista, ha iniziato a scrivere e a lavorare in radio ai tempi dell’università. Ha collaborato per sedici anni con Radio Capital e per due con l’emittente televisiva TRC, poi è approdata ai quotidiani con il Resto del Carlino. Dal 2007 lavora al Corriere di Bologna – Corriere della Sera, dove oggi, come redattrice, si occupa di desk, editing e giornalismo digitale. Ha scritto soprattutto di calcio, cronaca e cultura e ha pubblicato per Pendragon il libro “Grand Tour Bologna”. Da oltre dieci anni si occupa anche di cronache gastronomiche: un viaggio tra cibo e cultura nato con un blog e con la rubrica “Fuori menù”, che oggi prosegue sulle pagine di cronaca raccontando le vite e le idee dietro ogni piatto.

MARCO OLIVI MOCENIGO (riconoscimento alla memoria)

Giovane imprenditore modenese, aveva ereditato la passione per la cucina e la tradizione dal nonno Giorgio Gambigliani Zoccoli, ingegnere di professione e abile cuoco per passione. Studioso dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il nonno gli aveva regalato la sua prima batteria di aceto.

Si era laureato con lode all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, fondata da Slow Food, e aveva proseguito con un master ad Alma e il diploma di sommelier AIS di III livello. Dopo alcune importanti esperienze nel settore food, aveva realizzato il sogno di sempre: riaprire la Salumeria Fini, fondata nel 1912 in corso Canalchiaro, proprio sotto l’appartamento in cui era nato. È lì che, nel primo dopoguerra, partivano salumi per tutto il mondo, persino per Winston Churchill. L’impresa è riuscita con tenacia, superando ostacoli normativi, logistici ed economici legati alla storicità degli ambienti, grazie a una squadra affiatata e al suo approccio determinato ma sempre sorridente. Con la Bottega San Francesco è rinato così un luogo caro ai modenesi, dove trovare il meglio della gastronomia italiana e internazionale in un’atmosfera d’altri tempi. Marco è scomparso nell’agosto 2026; l’attività prosegue nel suo nome. Il riconoscimento sarà ritirato dai genitori.

GABRIELE PASCA

Nei suoi articoli e nelle sue rubriche ha raccontato l’Emilia senza mai cadere nei luoghi comuni, cogliendone gli aspetti più intimi e veri. Ha dato spazio a luoghi e piatti lontani dalle rotte abituali dei gastronomi, come la riscoperta del gnocco sotto la cenere, antica preparazione della Bassa modenese. Ha raccontato locali modenesi in cui ragazzi con disabilità trovano uno sbocco professionale come artigiani ed educatori, e ha descritto con competenza la galassia di Massimo Bottura e Lara Gilmore, mettendo in luce il lavoro con i giovani allievi.
Giornalista, dopo diversi anni nella cronaca sportiva si è dedicato a ristorazione, vino e territori, con particolare attenzione alle nuove generazioni della cucina e alle filiere. È contributor della sezione Travel del Guardian e collabora con Il Gusto di Repubblica, ItalyPost, Italia a Tavola e altre riviste di settore. Dirige la guida “I 100 Giovani della Cucina Italiana” di Post Editori.

ENRICO BERGONZI

Chef patron del ristorante Al Vèdel e titolare del salumificio Podere Cadassa a Colorno (Parma), presiede il Consorzio Parma Quality Restaurants e l’Associazione Cuochi Parma. La sua è una storia familiare che inizia oltre due secoli fa con un’osteria di passaggio, trasformata nel tempo in un ristorante elegante e accogliente. Bergonzi ne ha raccolto il testimone portando innovazione e uno sguardo moderno e creativo nel racconto della sua terra: primi di pasta fresca, carni da cortile, pesci di fiume e tanta ricerca. Accanto al ristorante, il salumificio artigianale di famiglia produce i salumi della Bassa, dal Culatello di Zibello Dop alla rara spalla cruda di Palasone. Al Vèdel è un’impresa familiare portata avanti insieme alla moglie Edgarda Meldi, alla sorella Monica con il marito Marco Pizzigoni e oggi anche dalla nuova generazione.

È tra i soci fondatori del Consorzio Parma Quality Restaurants, costituito nel 2016 dopo il riconoscimento di Parma come Città creativa Unesco per la gastronomia. Da lì sono nati appuntamenti di rilievo per la città di Maria Luigia, come la Cena dei Mille, e diverse iniziative in Italia e all’estero.

ALESSANDRO ROSSI

È una delle figure più autorevoli della comunicazione del vino in Italia. Entrato giovanissimo nel settore, ha unito lo studio sul campo a un’incessante attività di ricerca, in Italia e all’estero, sui vitigni e sulle realtà vitivinicole più virtuose, con una spiccata visione manageriale e commerciale. Nel 2001 è entrato in Partesa, una delle realtà più influenti nella consulenza e nella distribuzione beverage per il canale Horeca, dove ha guidato lo sviluppo del progetto Partesa for Wine, contribuendo a ridefinire gli standard del settore. Manager e insieme raffinato divulgatore, ha ideato il format “Deep Red Stories” ed è autore di numerose pubblicazioni di settore. Ha dimostrato come la competenza tecnica possa sposarsi con una profonda cultura del territorio, unendo istituzioni, associazioni e nuove generazioni attorno all’idea del vino come patrimonio identitario e culturale da tramandare, non solo come mercato.