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Sicurezza urbana a Carpi: il sindaco Righi fa il punto sul lavoro della Polizia Locale

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Nel corso di un post pubblicato dopo l’ultima seduta del Consiglio comunale, il sindaco di Carpi Riccardo Righi è tornato sul tema della sicurezza urbana, prendendo spunto dalla presentazione della relazione annuale della Polizia Locale delle Terre d’Argine.

La relazione, illustrata giovedì scorso in Consiglio, ha restituito un quadro dettagliato fatto di numeri, interventi, controlli e attività quotidiane, offrendo anche l’occasione per una riflessione più ampia su come sta cambiando l’approccio alla sicurezza in città.

Secondo il sindaco, la sicurezza è una questione complessa che richiede interventi concreti ed efficaci. Per questo, negli ultimi anni, il Comune di Carpi ha scelto di muoversi con decisione sul fronte del controllo e del presidio del territorio. Tra le azioni messe in campo figurano il rafforzamento della videosorveglianza, l’attivazione di telecamere ai varchi stradali, l’intensificazione dei presidi mirati e un coordinamento quotidiano con le Forze dell’ordine, basato sulla condivisione di informazioni, strategie e interventi.

Nel post, Righi annuncia anche importanti novità operative: la dotazione di bodycam per la Polizia Locale, la nascita di una unità cinofila e l’introduzione di nuovi software che integrano l’intelligenza artificiale ai sistemi di videosorveglianza, oltre all’utilizzo di droni e strumenti più efficaci per gli agenti. Tecnologie che permettono oggi di identificare più rapidamente chi commette reati, ricostruire fatti e responsabilità e rafforzare le attività di polizia giudiziaria a supporto delle altre Forze dell’ordine.

A confermare questo impegno sono anche i dati relativi al 2025: 16.040 interventi delle pattuglie, 1.060 controlli del nucleo antidegrado (quasi tre al giorno), 535 presidi mirati in centro storico, 712 verifiche nelle aree verdi e 234 controlli nel polo scolastico. Azioni spesso poco visibili, ma definite dal sindaco fondamentali per la sicurezza quotidiana.

Righi sottolinea però che non basta il controllo: serve una giustizia con tempi certi e certezza della pena, competenza che dipende dallo Stato, ma è altrettanto necessario intervenire sul disagio, rafforzare la prevenzione, il lavoro nelle scuole e il presidio degli spazi pubblici. Un lavoro silenzioso ma decisivo, su cui l’amministrazione intende continuare a investire.