Smartphone, videogiochi, regole familiari e percezione dei rischi: il progetto ‘Un Argine all’Azzardo’ presenta i risultati della ricerca ‘Genitori in Rete’. Tra i dati: il 75% dei genitori vorrebbe il parental control, ma solo il 41% lo utilizza; il 35% ha acquistato Gratta e Vinci davanti ai figli
Quanto riescono realmente i genitori a governare l’uso di smartphone, videogiochi e social da parte dei figli? Quali regole stabiliscono e quanto vengono rispettate? E, soprattutto, quanto sono consapevoli dei rischi legati al gioco d’azzardo, alle scommesse e alle nuove forme di gioco e investimento online?
Sono alcune delle domande al centro di ‘Genitori in gioco. Gaming, controllo e responsabilità educativa’, l’incontro pubblico promosso a Carpi, nell’ambito del progetto ‘Un Argine all’Azzardo’, in programma giovedì 5 novembre alle ore 20.30, presso Terminal – Terre d’Argine Innovation Lab, in piazzale Salvador Allende 5. La partecipazione all’incontro è gratuita e aperta al pubblico, previa iscrizione.
L’appuntamento sarà l’occasione per presentare e discutere i risultati di “Genitori in Rete”, l’indagine realizzata da Federconsumatori Modena sulla percezione, da parte dei genitori, dei rischi connessi all’utilizzo delle tecnologie e al gioco d’azzardo tra gli adolescenti. Il questionario, somministrato tra maggio e dicembre 2025, ha coinvolto genitori di studenti tra gli 11 e i 18 anni frequentanti scuole dei Comuni delle Terre d’Argine.
I primi dati anticipati dal report raccontano una distanza significativa tra le regole che i genitori ritengono necessarie e la loro effettiva applicazione nella vita familiare.
L’87% è d’accordo sul divieto di usare il cellulare a tavola, ma la regola risulta rispettata solo nel 56% dei casi. Sempre l’87% ritiene che i videogiochi debbano essere utilizzati per un tempo limitato, ma solo il 44% dichiara che questa indicazione viene effettivamente rispettata.
Ancora più evidente il divario sul controllo della navigazione: il 75% dei genitori è favorevole all’utilizzo di sistemi di parental control, ma soltanto il 41% dichiara che questa regola viene applicata in famiglia.
Lo smartphone, del resto, è ormai una presenza quasi universale: lo utilizza il 98% dei figli degli intervistati e l’età media alla quale ragazzi e ragazze dispongono di un cellulare personale è di 12 anni e 3 mesi. Le restrizioni imposte dai genitori tendono inoltre a diminuire con l’aumentare dell’età.
Interessante anche il confronto con il comportamento degli adulti: il 58% dei genitori considera le nuove tecnologie una risorsa preziosa ma troppo invasiva e auspica limiti al loro utilizzo. Il 46% dichiara di utilizzare intensamente i dispositivi elettronici, pur riuscendo a rinunciarvi in determinati momenti, mentre il 6% ammette un utilizzo improprio o compulsivo, anche in situazioni nelle quali sarebbe opportuno farne a meno
Sul fronte dell’azzardo emerge un atteggiamento molto critico: il 94% dei genitori ritiene troppo permissive le norme attuali, e il 58% vorrebbe vietare l’azzardo in tutte le sue forme, mentre un ulteriore 36% chiede limiti molto più rigorosi di quelli esistenti.
Ma anche in questo caso il report mette in luce alcune contraddizioni.
Le forme più tradizionali e socialmente normalizzate dell’azzardo sembrano essere percepite come meno pericolose: il 35% dei genitori dichiara di avere acquistato almeno qualche volta un Gratta e Vinci in presenza del figlio, e il 9% di avere regalato a figli o loro coetanei biglietti da grattare.
Altro elemento significativo riguarda i rischi percepiti nell’ambiente digitale. Se il 75% teme che i figli possano entrare in contatto online con persone poco raccomandabili e il 72% teme dipendenza dai dispositivi, distrazione dallo studio o esposizione a contenuti inadeguati, solo il 25% indica tra le proprie preoccupazioni l’esposizione a proposte di attività che prevedono vincite in denaro.
La ricerca segnala infine un terreno ancora poco riconosciuto dalle famiglie: trading online e criptovalute. Un genitore su quattro considera queste attività un investimento nel quale, con un’adeguata preparazione, sarebbe possibile ricavare molti soldi; la percentuale sale al 38% tra i padri.
Dati che compongono un quadro articolato: una diffusa consapevolezza dei rischi, accompagnata però dalla difficoltà di trasformarla in regole quotidiane coerenti e dalla persistenza di aree nelle quali la percezione del pericolo appare ancora ridotta.
A discuterne il 5 novembre saranno Pamela Bussetti e Sandro Dima di Federconsumatori Modena, Enea Mammi del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII e Giulio Martinelli, psicologo psicoterapeuta dello Spazio Giovani del Consultorio di Carpi. A moderare l’incontro, la psicologa Nadia Bonamici, del CSV Terre Estensi.
L’incontro è gratuito e aperto al pubblico, previa iscrizione attraverso il modulo indicato nei materiali dell’iniziativa. Per informazioni: info@unargineallazzardo.it.
‘Un Argine all’azzardo’ è promosso da Unione delle Terre d’Argine insieme ad Azienda USL di Modena e Federconsumatori, CSV Terre Estensi, Dedalo, CEIS e Centro Papa Giovanni XXIII, e opera attraverso interventi nelle scuole, formazione degli operatori, sportelli di consulenza e iniziative pubbliche di sensibilizzazione.







