Nel mondo, 4,6 miliardi di persone non hanno ancora una copertura completa dei servizi sanitari essenziali e 2,1 miliardi affrontano difficoltà economiche legate alle spese per la propria salute. Numeri che raccontano quanto il diritto alle cure, pur universalmente riconosciuto, sia ancora lontano dall’essere garantito a tutti, soprattutto nei Paesi più poveri e nei contesti segnati da conflitti, instabilità e fragilità dei sistemi sanitari.
È da questa realtà, documentata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Banca Mondiale nel rapporto globale pubblicato nel dicembre 2025, che prende le mosse l’incontro Diritto alla salute. Salute globale nei Paesi fragili, in programma a Carpi sabato 31 ottobre, dalle ore 10.00 alle 13.00, presso il Polo Tecnologico Universitario in via Corbolani.
L’iniziativa, organizzata nell’ambito di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026 da Medici con l’Africa Cuamm, AIFO – Inclusione e cura e Fondazione Casa del Volontariato, con il coinvolgimento della Fondazione CR Carpi e il patrocinio del Comune di Carpi, intende offrire un’occasione di approfondimento e sensibilizzazione su una delle grandi questioni del nostro tempo: come garantire la tutela della salute a chi vive in territori nei quali anche le cure più elementari rischiano di diventare un privilegio.
Tema che riguarda non soltanto la disponibilità di ospedali, farmaci e personale sanitario, ma anche le condizioni sociali ed economiche che determinano la possibilità di curarsi. Povertà, isolamento geografico, discriminazioni e debolezza delle infrastrutture contribuiscono infatti ad alimentare disuguaglianze che incidono direttamente sulla salute e sulle prospettive di vita delle persone.
Secondo l’ultimo rapporto di OMS e Banca Mondiale sulla copertura sanitaria universale, i progressi registrati a livello globale hanno subito un rallentamento negli ultimi anni. Se tra il 2000 e il 2015, infatti, la copertura dei servizi sanitari essenziali era migliorata a un ritmo medio annuo dell’1,5%, tra il 2015 e il 2023 tale crescita si è ridotta allo 0,5%, appena un terzo rispetto al periodo precedente. Una situazione che rischia di compromettere il raggiungimento dell’obiettivo di garantire a tutti una copertura sanitaria universale entro il 2030, e che rende dunque ancor più importante il lavoro delle organizzazioni impegnate sul campo.
Medici con l’Africa Cuamm, presente in dieci Paesi africani, ha assistito nel solo 2025 quasi 2,94 milioni di pazienti, garantendo oltre 290mila parti assistiti, circa 592mila visite prenatali e la formazione di 5.576 operatori sanitari. Sono alcuni dei risultati contenuti nel Bilancio sociale 2025 dell’organizzazione, presentato nel luglio 2026, che testimoniano quanto sia decisivo investire non soltanto negli interventi di emergenza, ma anche nella costruzione e nel rafforzamento di sistemi sanitari locali capaci di rispondere stabilmente ai bisogni delle comunità.
Proprio questa prospettiva sarà al centro dell’intervento di don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa, dal titolo “Quello che possiamo imparare dall’Africa. La salute come bene comune”. Un contributo – dopo i saluti istituzionali di UNIMORE, Fondazione CR Carpi, Fondazione Casa del Volontariato e Comune – che inviterà a guardare all’esperienza africana non soltanto attraverso le difficoltà e le carenze, ma anche attraverso le risposte sviluppate dalle comunità, il valore della cooperazione e l’importanza di costruire percorsi di cura insieme alle popolazioni locali.
A seguire interverrà Antonio Lissoni, presidente nazionale di AIFO, con una relazione dedicata a “Salute globale: approccio per ridurre le disuguaglianze. Ricostruzione delle comunità ed inclusione sanitaria”. Al centro del suo contributo il legame tra salute, inclusione e partecipazione, nella consapevolezza che garantire l’accesso alle cure significa anche contrastare l’emarginazione e riconoscere la dignità e i diritti delle persone più vulnerabili.
La mattinata sarà arricchita dalle testimonianze di medici volontari, che porteranno l’esperienza diretta di chi opera nei contesti più complessi, confrontandosi quotidianamente con la scarsità di risorse, le difficoltà organizzative e la necessità di individuare soluzioni concrete per assicurare assistenza sanitaria anche nelle aree più isolate.
A moderare l’incontro sarà il giornalista Pierluigi Senatore.
“Abbiamo accolto con grande favore la possibilità di promuovere questo incontro – spiega la presidente di Fondazione Casa del Volontariato Giulia Pellizzari – perché ci sembra importante proporre una riflessione che colleghi le esperienze internazionali alle responsabilità delle comunità locali. Perché parlare di salute globale significa anche interrogarsi sul significato della solidarietà, sul ruolo della cooperazione e sulla possibilità di costruire società più eque, nelle quali il luogo in cui si nasce o si vive non determini la possibilità di ricevere cure adeguate.”






