Le dichiarazioni della dirigente scolastica del Liceo Fanti di Carpi, Alda Barbi, sull’abbigliamento delle studentesse hanno acceso un forte dibattito in città. Come riportato dalla Gazzetta di Modena, durante un incontro con i genitori, la preside ha richiamato il “Patto educativo di corresponsabilità”, che richiede un abbigliamento consono all’ambiente scolastico, affermando che chi indossa “look non accettabili” rischia di essere mandato a casa. In realtà il Liceo Fanti, come molte altre scuole superiori, ogni anno da almeno un decennio chiede decoro sia a femmine che maschi durante le lezioni.
La posizione della dirigente ha sollevato le critiche dei sindacati e della Rete Studenti Medi. Eleonora Verde (Flc Cgil Modena) e Frida Fruggeri (Rete Studenti Medi) contestano l’idea di subordinare il diritto allo studio a giudizi soggettivi sull’aspetto o sul vestiario, definendo tali impostazioni anacronistiche e discriminatorie. La scuola, sottolineano le rappresentanti, dovrebbe superare gli stereotipi e garantire un ambiente inclusivo fondato sul rispetto reciproco, anziché giudicare o punire gli studenti per come si vestono.






