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C’era una volta Pong: a Carpinscienza, Taxi1729 svela le trappole nascoste nei videogiochi

Mercoledì 23 settembre Olmo Morandi porta a Carpi la conferenza-spettacolo “C’era una volta Pong”, dedicata ai meccanismi del gaming che possono predisporre a comportamenti di dipendenza e avvicinare all’azzardo. L’iniziativa è rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, e promossa insieme al progetto “Un Argine all’azzardo”

Un videogioco sullo smartphone, magari scaricato gratuitamente per passare qualche minuto; una partita dopo l’altra, ricompense da conquistare, premi, acquisti, tentativi da ripetere. Gesti ormai entrati nella quotidianità di adulti e ragazzi, e che possono sembrare del tutto innocui.

Ma cosa accade quando le dinamiche del gaming cominciano ad avvicinarsi a quelle del gioco d’azzardo? E quali meccanismi possono abituare, soprattutto i più giovani, a utilizzare anche il denaro come strumento di gioco?

È da queste domande che prenderà avvio C’era una volta Pong, la conferenza-spettacolo di Taxi1729 che mercoledì 23 settembre sarà proposta, presso il Cinema Corso di Carpi, agli studenti nell’ambito dell’undicesima edizione di Carpinscienza “Costellazioni”.

A condurre l’incontro sarà Olmo Morandi, matematico di formazione e gamer per passione, in un appuntamento promosso da Carpinscienza insieme al progetto “Un Argine all’azzardo”.

Il titolo rimanda alle origini della storia del settore: è il 1972 quando arriva Pong, uno dei primi videogiochi di successo, prodotto da Atari. Da allora tutto è cambiato, grazie all’evoluzione tecnologica che ha permesso di creare giochi sempre più complessi e realistici, a internet che ne ha rivoluzionato le modalità di distribuzione e fruizione e, soprattutto, all’incontro con il gambling, che ha introdotto nel gaming ingredienti potenzialmente pericolosi. È proprio da questa evoluzione che prende le mosse lo spettacolo di Taxi1729.

Cuore dell’incontro sarà infatti il rapporto tra videogiochi e gioco d’azzardo, osservato a partire da esperienze che fanno ormai parte della vita quotidiana. Anche videogiochi apparentemente innocui, compresi quelli utilizzati normalmente sullo smartphone, possono infatti familiarizzare il giocatore con dinamiche basate sull’attesa della ricompensa, sulla ripetizione e sulla spinta a continuare a giocare. Lo spettacolo metterà in luce analogie e differenze tra il mondo dei videogiochi e quello dell’azzardo, soffermandosi in particolare sulle dinamiche che possono portare soprattutto i più giovani a utilizzare il denaro come strumento di gioco. È questo uno dei punti centrali indicati dalla stessa Taxi1729 nella presentazione di “C’era una volta Pong”.

Non si tratterà di demonizzare i videogiochi, ma di imparare a riconoscere i meccanismi che possono rendere alcuni comportamenti sempre più difficili da controllare e che possono rappresentare un terreno propedeutico all’avvicinamento al gioco d’azzardo in senso più ampio. Una consapevolezza particolarmente importante quando a giocare sono adolescenti e giovanissimi, per i quali smartphone, videogame e acquisti digitali costituiscono ormai un ambiente familiare.

La formula scelta è, non a caso, quella della conferenza-spettacolo: il rigore della divulgazione scientifica incontra una modalità narrativa e interattiva capace di coinvolgere direttamente il pubblico. I talk del gruppo partono infatti dai cosiddetti limiti cognitivi, cioè dai meccanismi che guidano le nostre scelte. Siamo meno razionali di quanto ci piaccia pensare, ma gli errori che commettiamo non sono necessariamente casuali: spesso sono sistematici e prevedibili, e conoscerli significa capire meglio come prendiamo le nostre decisioni e acquisire strumenti per compierle in modo più consapevole.

È proprio questa capacità di unire divulgazione, coinvolgimento e prevenzione che ha portato “Un Argine all’azzardo” a promuovere l’appuntamento insieme a Carpinscienza. Il progetto è promosso dall’Unione delle Terre d’Argine insieme all’Azienda USL di Modena e alle realtà del Terzo settore Federconsumatori, CSV Terre Estensi, Dedalo, CEIS e Centro Papa Giovanni XXIII, e opera attraverso interventi nelle scuole, formazione degli operatori, sportelli di consulenza e iniziative pubbliche di sensibilizzazione.

Un’iniziativa che assume ancora maggior importanza alla luce dell’evoluzione dell’azzardo sul territorio. Secondo il quarto rapporto realizzato da Federconsumatori Modena, nel 2024 nei quattro Comuni di Carpi, Campogalliano, Novi di Modena e Soliera sono stati giocati complessivamente tra 275 e 277 milioni di euro, pari a circa 3.020 euro per ogni residente maggiorenne, il 9% in più della media provinciale. Le perdite sono state stimate in circa 45 milioni di euro.

Ma il dato che meglio racconta il cambiamento in corso riguarda proprio il digitale: in un solo anno il gioco d’azzardo online è cresciuto del 17,3%. Smartphone e piattaforme digitali stanno rendendo l’azzardo sempre più accessibile, continuo e difficile da controllare, mentre le indagini condotte nel 2024 tra adolescenti e ragazzi delle Terre d’Argine indicano che uno su sette dichiara un rapporto frequente con il gioco d’azzardo, spesso iniziato in ambito familiare.

In questo scenario, parlare ai ragazzi partendo proprio dai videogiochi significa dunque intervenire prima che l’azzardo diventi il problema, aiutandoli a riconoscere meccanismi e comportamenti che possono apparire normali o innocui proprio perché inseriti in attività estremamente diffuse.