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La felicità unisce Carpi e Montréal: Rossana Bruzzone in visita alla Casa della Felicità

L’esperienza della Casa della Felicità di Carpi suscita interesse anche oltreoceano e apre la strada a nuove relazioni internazionali: nei giorni scorsi, infatti la Fondazione Casa del Volontariato ha ricevuto la visita di Rossana Bruzzone, cofondatrice e direttrice generale dell’organizzazione canadese Montréal la plus heureuse, realtà nata nella metropoli del Québec con l’obiettivo di diffondere la gioia, creare legami tra culture e generazioni e promuovere iniziative capaci di generare benessere, con un’attenzione particolare alle persone e alle comunità più vulnerabili.

Ad accoglierla, Nadia Bonamici, psicologa e consulente della Fondazione Casa del Volontariato (ente finalizzato al sociale della Fondazione CR Carpi), che l’ha accompagnata alla scoperta della Casa della Felicità, illustrandone la storia, gli obiettivi e le attività sviluppate negli anni.

Il progetto carpigiano nasce da un percorso avviato dalla Fondazione nel 2020, in piena pandemia, a partire da una riflessione sul significato della felicità e dalla convinzione che il benessere individuale, collettivo e civico possa diventare un obiettivo concreto anche sul piano culturale e sociale. Da allora la Casa della Felicità si è trasformata progressivamente in un laboratorio di esperienze, workshop e iniziative rivolte a cittadini, associazioni, istituzioni e imprese, con l’obiettivo di promuovere la felicità non come concetto astratto, ma come pratica quotidiana capace di generare relazioni, partecipazione, solidarietà e comunità.

Particolare interesse ha suscitato il progetto dei “Luoghi Generativi di Felicità”, attraverso il quale la Fondazione invita associazioni, scuole, aziende, servizi pubblici e altre organizzazioni a introdurre attività continuative capaci di favorire il benessere delle persone e delle comunità. L’idea alla base è che la felicità non costituisca esclusivamente una dimensione privata e individuale, ma possa essere considerata un bene pubblico, alla cui costruzione possono concorrere soggetti diversi del territorio.

Un approccio che ha mostrato numerosi punti di contatto con l’esperienza sviluppata dall’altra parte dell’Atlantico da Montréal la plus heureuse: l’organizzazione canadese è nata in seguito a un progetto del 2016-2017, realizzato in occasione del 375° anniversario della città. Rossana Bruzzone, insieme al fotografo Franck Billaud e al videomaker Christian Wirth, raccolse allora le testimonianze di 150 persone di 32 diverse provenienze, chiamate a raccontare le ragioni del proprio legame con Montréal. Il successo dell’iniziativa portò, nel 2018, alla costituzione dell’organizzazione non profit, nata con l’obiettivo di diffondere la gioia tramite i media e durante eventi, creando connessioni tra culture e generazioni, sostenendo iniziative promosse dai cittadini e dedicando particolare attenzione alle popolazioni vulnerabili, secondo i valori dell’inclusione, dell’aiuto reciproco e della condivisione. Tra le iniziative sviluppate negli anni figurano il ‘Festival du Bonheur’ e ‘Novembre en couleur’, manifestazioni artistiche multidisciplinari, gratuite, concepite per favorire l’incontro tra le differenti comunità culturali di Montréal e creare occasioni pubbliche di condivisione e di gioia.

La visita si è trasformata così una mattinata di confronto intenso e proficuo, durante le quali sono state messe a confronto esperienze, metodologie e progettualità sviluppate a Carpi e a Montréal. Un dialogo dal quale sono emersi numerosi spunti per nuove attività, ma soprattutto la volontà di mantenere aperto un rapporto che possa tradursi in future collaborazioni.

Tra le prospettive emerse anche quella di costruire progressivamente una “rete internazionale della felicità”, capace di mettere in relazione realtà che, pur operando in Paesi e contesti differenti, condividono l’idea della felicità come strumento di inclusione, partecipazione, costruzione di legami e crescita delle comunità. In questa direzione si inserisce anche il proposito di Montréal la plus heureuse di aderire al percorso dei Luoghi Generativi di Felicità, ampliandone idealmente la rete oltre i confini italiani.

“Sapere che il lavoro avviato a Carpi è capace di suscitare interesse a migliaia di chilometri di distanza, – commenta Giulia Pellizzari, presidente della Fondazione Casa del Volontariato – è per noi motivo di grande soddisfazione, ma soprattutto conferma quanto il tema della felicità collettiva possa rappresentare un linguaggio universale. L’incontro con Rossana Bruzzone ci ha permesso di scoprire un’esperienza per molti aspetti affine alla nostra e, allo stesso tempo, di confrontarci con idee e modalità di lavoro differenti. Ci piacerebbe che questa visita rappresentasse soltanto l’inizio: mettere in relazione Carpi e Montréal e, in prospettiva, altre realtà che condividono questi valori potrebbe consentirci di costruire una rete internazionale nella quale scambiare esperienze, progettare iniziative comuni e sperimentare nuovi modi di generare benessere nelle comunità.”

Positivo anche il bilancio tracciato da Rossana Bruzzone: “Entrare nella Casa della Felicità di Carpi e conoscere il percorso costruito dalla Fondazione è stato estremamente stimolante. Pur partendo da esperienze e contesti molto lontani, abbiamo scoperto una visione comune: la felicità cresce quando diventa relazione, inclusione, partecipazione e possibilità di incontro tra le persone. Le ore trascorse insieme hanno fatto emergere molti punti di contatto e altrettante idee per il futuro. L’auspicio è poter proseguire questo dialogo e trasformarlo in progetti concreti, creando ponti tra Montréal e Carpi e, perché no, contribuendo alla nascita di una rete internazionale di realtà che scelgono di mettere la felicità e il benessere collettivo al centro della propria azione”.

Un primo incontro, dunque, che dalla Casa della Felicità di Carpi guarda già oltre i confini nazionali: con l’idea che esperienze nate in territori molto distanti possano riconoscersi, contaminarsi e fare rete, trasformando la felicità da aspirazione individuale a progetto condiviso di comunità.