“Le scuole italiane sono state progettate per il clima del secolo scorso, ma oggi bambini, studenti e lavoratori vivono un clima completamente diverso. Dopo quattro estati consecutive segnate da ondate di calore eccezionali, è arrivato il momento di considerare l’adattamento climatico degli edifici scolastici una priorità nazionale”: questo il senso della risoluzione presentata dalla consigliera regionale del Partito Democratico Ludovica Carla Ferrari.
L’atto ha l’obiettivo di impegnare la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento affinché venga istituito un Piano straordinario nazionale per l’adattamento climatico dell’edilizia scolastica, destinato ai servizi educativi per la prima infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado, con finanziamenti pluriennali dedicati e aggiuntivi rispetto agli ordinari programmi di edilizia scolastica.
“Negli ultimi anni il Paese ha giustamente investito miliardi di euro per rendere le scuole più sicure dal punto di vista sismico, più efficienti dal punto di vista energetico e più moderne. Oggi serve compiere un ulteriore salto di qualità: garantire che le scuole siano anche in grado di affrontare le conseguenze del cambiamento climatico e offrire ambienti salubri durante tutto l’anno scolastico.”
La risoluzione richiama i dati più recenti sul cambiamento climatico, che indicano l’Europa come il continente che si riscalda più rapidamente al mondo, e sottolinea come le sempre più frequenti ondate di calore stiano incidendo direttamente sulla qualità della didattica, sulle condizioni di lavoro del personale scolastico e sul benessere di bambine, bambini e ragazzi. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, oggi soltanto una piccola parte degli edifici scolastici italiani dispone di adeguati sistemi di climatizzazione o ventilazione.
“Non possiamo continuare ad affrontare il caldo nelle scuole come se fosse un’emergenza occasionale. È diventata una condizione strutturale che interessa ormai gran parte del periodo compreso tra maggio e settembre. Ogni anno assistiamo a bambini che vengono ritirati anticipatamente dai servizi educativi, insegnanti e personale costretti a lavorare in condizioni difficili e dirigenti che devono ricorrere a soluzioni temporanee. È evidente che servono interventi strutturali.”
Il documento propone che il futuro Piano nazionale finanzi, oltre alla climatizzazione e alla ventilazione degli edifici, anche interventi di isolamento termico, sostituzione degli infissi, schermature solari, rinaturalizzazione e ombreggiamento degli spazi esterni, de-impermeabilizzazione dei cortili e installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, promuovendo una strategia complessiva di resilienza climatica del patrimonio scolastico.
La risoluzione chiede inoltre l’avvio di un programma nazionale di monitoraggio della vulnerabilità climatica degli edifici scolastici, in modo da programmare gli interventi secondo criteri oggettivi, analogamente a quanto già avviene per la sicurezza sismica e l’efficienza energetica.
“Il diritto allo studio e il diritto al lavoro passano anche dalla qualità degli ambienti in cui si studia e si lavora. Oggi una scuola davvero sicura non è soltanto quella che resiste a un terremoto o rispetta le norme antincendio: è anche quella capace di garantire condizioni ambientali compatibili con la salute, l’apprendimento e il benessere delle persone. Per questo chiediamo che l’adattamento climatico dell’edilizia scolastica diventi una priorità nazionale, senza lasciare soli i Comuni davanti a investimenti che non possono sostenere con le sole risorse locali”.







