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La Pace in Campo: a Fossoli una settimana di formazione per i giovani

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Sedici giovani da tutta Italia per una settimana al Campo di Fossoli per una formazione tra memoria storica, gestione dei conflitti, intelligenza artificiale e cultura della nonviolenza

Dal 6 al 13 luglio 2026 il Campo di Fossoli e il territorio di Carpi ospiteranno La Pace in Campo – Disarmiamo il presente. L’umanità tra algoritmi, dialogo e nonviolenza, il campo residenziale di formazione attiva rivolto a sedici giovani tra i 18 e i 25 anni provenienti da tutta Italia. Il progetto è promosso dalla Fondazione Fossoli insieme al Comitato PacificAzioni, con il patrocinio dell’Università di Modena e Reggio Emilia e del Comune di Carpi.

 

L’iniziativa – che vedrà i partecipanti alloggiati in un’ampia struttura a S. Antonio in Mercadello, a pochi chilometri da Campo di Fossoli – nasce con l’obiettivo di offrire alle nuove generazioni uno spazio di confronto e approfondimento sui temi della pace, della nonviolenza, della gestione dei conflitti e del disarmo, in un momento storico segnato da tensioni internazionali, guerre e profonde trasformazioni tecnologiche.

Il Campo di Fossoli, luogo simbolo della memoria nazionale e della deportazione durante il secondo conflitto mondiale, ma anche della speranza germogliata nel dopoguerra, diventa così scenario di un’esperienza educativa che mette al centro la responsabilità civile e la costruzione di una cultura della pace. Da luogo di transito verso l’orrore dei Lager nazisti, Fossoli si propone oggi come punto di partenza per una nuova consapevolezza collettiva, fondata sul dialogo, sulla conoscenza storica e sulla capacità critica.

 

Il programma prevede workshop, laboratori e incontri con studiosi, ricercatori e formatori impegnati nei temi della pace e dei diritti umani. Tra gli appuntamenti principali, la prolusione inaugurale affidata a Maria Chiara Rioli, docente di Storia contemporanea dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dedicata al rapporto tra luoghi della memoria e costruzione della pace.

Ampio spazio sarà dedicato alla gestione nonviolenta dei conflitti, attraverso un laboratorio coordinato da Elena Monicelli della Scuola di Pace di Montesole, con attività finalizzate a sviluppare competenze di mediazione e comunicazione nonviolenta.

Tra i temi centrali, anche il rapporto tra tecnologia e pace: Sandro Cacciamani e Alessandro Furlati di Ex Machina Italia guideranno infatti una riflessione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nello sviluppo di reti collaborative e nella diffusione di una cultura della pace.

Il percorso affronterà inoltre le questioni legate al disarmo e alla riconversione economica e civile, con gli interventi di Barbara Gallo e Giorgia Pelosi dell’IRIAD – Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo – e proporrà un approfondimento sui movimenti nonviolenti contemporanei attraverso la testimonianza del filosofo e formatore Pasquale Pugliese, componente del Coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento.

L’esperienza comprenderà anche visite al Campo di Fossoli e al Museo Monumento al Deportato Politico e Razziale di Carpi, oltre alla partecipazione alla commemorazione della Strage del 12 luglio 1944, in cui furono assassinati 67 internati politici del Campo.

La partecipazione al campo è gratuita: vitto, alloggio e trasferimenti saranno interamente coperti dagli organizzatori. Le candidature dovranno essere presentate entro il 15 giugno tramite il modulo online indicato nel bando ufficiale, reperibile al seguente link: https://www.fondazionefossoli.org/news-ed-eventi/eventi/campogiovani-26-lapaceincampo/

Con ‘La Pace in Campo’, Fossoli si conferma non soltanto luogo della memoria, ma anche laboratorio civile e culturale per formare cittadini consapevoli, capaci di leggere il presente e contribuire alla costruzione di un futuro fondato sulla pace, sul dialogo e sulla responsabilità collettiva.

“In un tempo attraversato da guerre, tensioni internazionali e profonde trasformazioni tecnologiche, sentiamo il dovere di offrire ai giovani la possibilità di affinare strumenti culturali e umani per costruire percorsi di pace e di dialogo. Questa settimana densa di esperienze e incontri nasce proprio con questo obiettivo: fare di un luogo simbolo della memoria come Fossoli uno spazio vivo di formazione, confronto e responsabilità civile. Crediamo che la memoria storica non debba limitarsi alla commemorazione, ma diventare leva per leggere il presente e immaginare un futuro fondato sulla nonviolenza, sulla dignità umana e sulla partecipazione consapevole delle nuove generazioni”, dichiara la presidente della Fondazione Fossoli, Manuela Ghizzoni.