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Viaggio della Memoria: studenti romani visitano il Campo di Fossoli e depongono una Corona

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120 tra giovani, docenti e accompagnatori della capitale, insieme dall’assessora alla Scuola Claudratelli, hanno visitato il Campo e il Museo del Deportato di Carpi, accolti dalla presidente della Fondazione Fossoli Manuela Ghizzoni e dalla vicesindaca di Carpi Mariella Lugli

“Il viaggio al Campo di Fossoli rappresenta un’esperienza educativa di straordinario valore civile e umano. Portare le studentesse e gli studenti nei luoghi in cui la storia ha lasciato segni così profondi significa offrire loro non solo conoscenza, ma consapevolezza”: è con queste parole che Claudia Pratelli, assessora alla Scuola Formazione e Lavoro di Roma Capitale, ha accompagnato 120 tra studentesse, studenti e docenti di alcuni istituti di Roma che, oggi, hanno visitato il Campo di Fossoli e il Museo Monumento al Deportato di Carpi, nell’ambito del Viaggio della Memoria promosso da Roma Capitale, in collaborazione con Fondazione Museo della Shoah, ANPI e ANED, con lo scopo di condurre i giovani in un percorso educativo nei luoghi simbolo della Resistenza italiana e della deportazione nazifascista.

“Qui – continua Pratelli – dove migliaia di persone furono private della libertà e avviate verso la deportazione, si tocca con mano il peso delle scelte e delle responsabilità collettive.  È il senso profondo del Viaggio della Memoria, che non è una semplice visita didattica, ma un percorso di crescita che invita i giovani a interrogarsi sul presente, sui valori della democrazia, dei diritti e della dignità umana. In un tempo in cui i rischi dell’indifferenza e della banalizzazione sono sempre presenti, investire sulla memoria significa costruire anticorpi culturali fondamentali. Le ragazze e i ragazzi che oggi attraversano questi luoghi saranno cittadini più consapevoli, capaci di riconoscere e contrastare ogni forma di discriminazione e violenza.”

Insieme a Pratelli, anche la presidente della commissione scuola Carla Fermariello e dagli assessori dei municipi VI e IX, Cecilia Di Fede e Paola Angelucci, oltre al supporto scientifico del responsabile della Didattica della Fondazione Museo della Shoah Marco Caviglia, e alla presenza del testimone Nando Tagliacozzo.

Il programma del viaggio ha previsto anche una giornata di visita a Casa Museo dei Fratelli Cervi e a Marzabotto. Un’occasione formativa di particolare rilievo per conoscere la storia del Novecento attraverso i luoghi che ne sono stati protagonisti, e che assume ulteriore valore nell’80esimo anniversario della nascita della Repubblica italiana e del voto alle donne.

Ad accogliere i visitatori, per la cerimonia al Campo di Fossoli, la vicesindaca di Carpi, Mariella Lugli e la presidente della Fondazione Fossoli, Manuela Ghizzoni, che così si è rivolta ai giovani visitatori: “La Fondazione ha un impegno non solo rispetto alla conservazione del passato, ma anche nei confronti del futuro: i vostri sguardi posati su ciò che oggi resta del Campo di Fossoli sono una promessa di speranza, affinché si compia, in forme opposte a quelle che hanno permesso la realizzazione del campo di concentramento, dunque un futuro di pace, di rispetto della dignità umana, dei diritti inviolabili delle persone.

Certo, il contesto internazionale non è rassicurante, perché ‘guerra’ è la parola che più risuona nei notiziari: purtroppo, conoscere la storia non è sufficiente a metterci al riparo dalla possibilità che essa si ripresenti in forme anche peggiori rispetto al passato; con l’aiuto della storia, occorre far maturare quel senso critico in grado di intercettare il pericolo per il capovolgimento dei valori fondamentali di umanità e civiltà.

Oggi attraverserete questo Campo: facendolo vi chiediamo di prendere in mano il testimone che vi verrà assegnato dalle migliaia di storie di chi lo ha attraversato prima, qui rinchiuso dall’ideologia nazifascista, così che possiate essere voi stessi, nelle scelte quotidiane, difensori della dignità umana, del rispetto delle libertà altrui, nella pratica della non violenza.

Questo luogo ci chiede di non sottovalutare le manifestazioni di odio, discriminazione, nazionalismo fanatico, ma di compiere scelte coerenti e non essere indifferenti a quanto ci accade intorno.”