Il Comune affiderà per il decennio 2026-2035 sette impianti sportivi, tra cui il campo Dorando Pietri, il centro Frignani di Fossoli, l’impianto di atletica, palestre scolastiche e comunali.
Solo associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Coni potranno partecipare. Come sottolinea l’assessore allo Sport Mariella Lugli, l’esclusione degli enti di lucro è «a beneficio della collettività» e garantisce accesso a tutti e qualità del progetto sportivo.
I gestori dovranno garantire:
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iscrizione a campionati e tornei
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utilizzo degli impianti omologati
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valorizzazione del lavoro associativo
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attività rivolte a tutti, con attenzione ai più fragili
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disponibilità per iniziative comunali e istituzionali
La durata dell’affidamento sarà decennale. Possono fare domanda soggetti che aderiscono alla Carta etica dello sport.
Il Comune valuterà anche:
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qualità del progetto
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modalità di integrazione sociale
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accessibilità per tutte le associazioni
Saranno riservate fino a 30 ore settimanali per uso libero e attività promosse dal Comune.
Delusione in casa AC Carpi: l’esclusione dagli impianti comunali ha generato amarezza e stupore, poiché il solo campo ‘Sigonio’, gestito con l’antistadio, non basta per il settore giovanile in crescita, che prevede l’aggiunta dell’Under 16.
Come riportato da Il Resto del Carlino, per far fronte alla carenza, il club aveva attivato collaborazioni con altri campi (Budrione, Santa Croce, Limidi), ma condizioni climatiche avverse avevano già costretto la prima squadra e la Primavera a spostarsi a San Felice. Ora, senza accesso agli impianti comunali, il Carpi dovrà cercare spazi fuori Comune, tra Ravarino, Bomporto e San Felice, con disagi per società e famiglie.







